Indicinema: soldi dal Mibac per film e doc a basso budget
A sentire le proposte di
Indicinema, torna alla mente il caro, vecchio "articolo 28". Ma dall'entusiasmo del nutrito gruppo di autori, imprenditori e professionisti del cinema, l'idea di cinema assistito appare alquanto sfumata.
Oggi alla casa del
Cinema di Roma, i responsabili di Indicinema hanno presentato il loro progetto che ha come obiettivo la realizzazione di un circuito produttivo e distributivo multipiattaforma del cinema indipendente.
Promotrice dell'iniziativa è l'
ANAC, Associazione degli autori cinematografici, che intende creare una rete per realizzare almeno
45 film e
24 documentari all'anno (con progetto triennale) con budget ridotti, troupe ridotta per legge (e non in deroga) e partecipazione di troupe e cast agli utili nonché l'impegno di tutti a lavorare "per" il film.
Come sempre quando la parola d'ordine è "bassobudget", assenti giustificati alla riunione, gli attori di un certo nome.
Basso budget significa
600.000 euro per un
film e
125.000 per un documentario. Il che fa sorgere una domanda: "
Dicottanni, Il Mondo ai miei Piedi" di
Elisabetta Rocchetti è costato 25.000, se lo avesse fatto con 600.000, dove sarebbero finiti gli altri 575.000?
In qualità, si spera. Comunque, fatto il progetto, si va al
Mibac a chieder soldi. Perché tutto passa per il finanziamento pubblico, grande fonte di ogni film che si rispetti. L'idea è buona, l'entusiasmo è parecchio, i soldi, come sempre, pochini e di qualcun altro.
05/05/2011, 17:00