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"Spezzacatene": uno splendido diario del '900


Quando la tradizione orale incontra il mezzo audiovisivo, certi racconti sono destinati a rimanere per sempre. E' il caso di Spezzacatene di Stefano Savona, in concorso nella sezione Italiana.Doc della ventottesima edizione del Torino Film Festival.

Dal punto di vista estetico, l'idea di base pu sembrare apparentemente semplice: sei anziani contadini, intervistati dinnanzi ad una macchina da presa, raccontano le loro esperienze di vita, mentre delle immagini della Sicilia fanno da raccordo tra una storia e un'altra. Il lavoro che ne viene fuori uno splendido diario del '900, raccontato da gente che sembra essere nata per intrattenere il pubblico, che parlando di se stessa riesce a mescolare continuamente il dramma e il comico. Se la vita va davvero considerata come film, i sei personaggi scelti da Stefano Savona" sono attori che hanno affrontato ogni tipo di genere, dall'orrore della guerra al dramma del terremoto, dal mel dei matrimoni combinati in fretta per far saltare la chiamata alle armi al novello sposo all'azione, quella vera, della strage di Portella della Ginestra. Ci che stupisce maggiormente dei racconti, sono i numerosi particolari e la cura con cui vengono posti, ripescati dalla fervida memoria di chi, dopo tanti sacrifici, cerca di godersi una terza et sorridendo alla vita. A chiusura del documentario, uno dei protagonisti rievoca un'antica leggenda in bilico tra il sacro e il profano, e terminato il racconto, guarda fisso in camera affermando "e qui la storia finita, spero vi sia piaciuta". Un finale da vero cantastorie.

01/12/2010, 16:35

Antonio Capellupo