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"Il Futuro del Mondo Passa da Qui": la vita
e la natura ai margini della città


Una foto in bianco e nero mostra un fiume ai lati del quale sorge della boscaglia. L'impressione è quella di un posto dominato dalla sola natura, la realtà è tutt'altra. Girato poco fuori Torino, “Il Futuro del Mondo Passa da Qui - City Veins” di Andrea Deaglio, descrive l'intreccio di storie di chi da anni si divide quel pezzo di terra ubicato fuori dal centro, dalla vita di ogni giorno, dal mondo. Un po' discarica di rifiuti, un po' zona per lo spaccio di stupefacenti, la zona è abitata da due diversi nuclei: ci sono i meridionali, giunti tanti ani fa e ormai “educati alla convivenza” e poi ci sono gli “zingari”, definiti dai primi dei “topi che prendono tutto ciò che lasci in giro”. La convivenza sembra impossibile, ma questo è destinato ad essere un problema secondario. In un futuro molto prossimo, quelle terre verranno convertite in parchi naturali e li sorgeranno dei campi da golf, e chi ci si è accampato si vedrà nella condizione di essere sfrattati da una casa che non c'è.

Andrea Deaglio sceglie di raccontare la vita di Roky, Darius e Jasmina, ragazzi rumeni che vivono assieme ad altre cinquecento persone o quella di Reno, trasferitosi li dopo aver perso abitazione e lavoro, attraverso lunghi silenzi e sottotitoli in prima persona, quasi fossero pagine di diari da conservare quando quelle esistenze non avranno più sede li. Come andrà a finire la storia, è impossibile saperlo, ma di certo rimane una testimonianza visiva di una complessa realtà underground, solo uno di numerosi “casi estremi” di cui oggi il Nostro Paese, purtroppo è pieno.

28/11/2010, 11:50

Antonio Capellupo