I viaggi di Roby
Cinema Aquila

Note di regia del film d'animazione "Winx
Club - Il Segreto del Regno Perduto"


Note di regia del film d'animazione "Winx Club - Il Segreto del Regno Perduto"
Diversi anni fa quando lavoravo alla stesura del progetto Winx Club, per la serie televisiva, tratteggiai il profilo della protagonista Bloom come quello di una ragazza cresciuta da genitori adottivi perch questo tema mi era rimasto dentro da quando, ai tempi delluniversit, frequentavo una ragazza straniera cresciuta in Italia che aveva vissuto questa stessa esperienza.
Antonella, cos si chiamava la mia compagna di studi, mi aveva confessato con un tale trasporto il grande desiderio di conoscere un giorno i suoi genitori naturali ed il suo paese che non poteva essere ignorato.
Nel tratteggiare la storia di Bloom, creatura magica, proveniente dal mondo di Domino, ma cresciuta da genitori adottivi terrestri, mi sono ispirato a lei, anche se il carattere della Bloom, come lo conosciamo oggi dalla serie televisiva, somiglia molto di pi a quello di mia moglie Joanne, che non a quello della studentessa di cui sopra.
Originariamente avevo pianificato il viaggio di Bloom alla ricerca dei genitori naturali, come parte della seconda stagione televisiva. Ben presto per mi sono reso conto che sarebbe stato un vero peccato non indirizzare la saga televisiva delle fatine pi trendy del mondo verso altri sviluppi, riservando questa emozionate avventura, alla ricerca delle proprie origini, per il grande schermo.
Cos nato il soggetto del film, un racconto che svela molti dei segreti irrisolti nelle 3 serie televisive, ma che anche l espressione di una storia universale; un viaggio alla ricerca di se stessi e delle proprie origini, un processo di crescita e di passaggio, per la protagonista, dalladolescenza verso il mondo degli adulti. Una storia insomma che pu coinvolgere ed appassionare anche chi non ha mai visto una puntata delle Winx.
Per la stesura della sceneggiatura ho coinvolto Sean Molyneaux, talentaccio neworkese, che aveva dato prova delle sue capacit gi nella serie televisiva. I contenuti e le emozioni che volevo trasmettere agli spettatori, dovevano essere miscelati con lazione e il ritmo dei dialoghi tipici della scrittura made in USA, il risultato di questa sceneggiatura a 4 mani mi sembra soddisfacente, perch credo che coinvolga e parli al cuore degli spettatori.
Verso la fine del 2005 con la sceneggiatura e i disegni di personaggi e ambienti mi sono quasi trasferito a Roma dove, insieme a Francesco Mastrofini, abbiamo messo insieme una squadra di bravissimi artisti e tecnici, tutti giovani, ma gi provenienti da esperienze produttive diverse, accomunati da un unico sogno, quello di realizzare anche in Italia il Cinema di animazione CGI. Nei mesi successivi poi siamo stati in grado di riportare a casa altri talenti italiani spersi e sparsi nelluniverso produttivo delle major, a vantaggio della qualit del prodotto.
Partita la sfida italiana denominata Rainbow CGI sono cominciati i problemi, il primo la lotta contro il tempo per uscire nelle sale entro il 2007 e ovviamente con uno standard qualitativo di altissimo livello. Accanto alla fatica e alle difficolt di uno start up cos ambizioso la soddisfazione di vedere il team crescere giorno dopo giorno, in un percorso quasi parallelo a quello della protagonista del film, Bloom.
Le notti sono state e continuano ad essere lunghe alla Rainbow CGI, tante le risate che ci siamo fatti alcuni mesi fa quando la polizia ha dovuto svegliare a calcetti il mio assistente regista Mauro Uzzeo che dormiva profondamente dalla notte prima sui divani dello studio. Mauro esausto dalla lunga giornata di lavoro si era addormentato sul divano ed era stato scambiato dalle donne delle pulizie del turno mattutino per un barbone intrufolatosi negli studios in cerca di un giaciglio al caldoche dire poi delle voci guida per animare il labiale, tutte fatte in casa, come in una grande recita scolastica, in cui tutti hanno dato il peggio delle proprie capacit interpretative.
Insomma lacrime e sangue, ma anche tanto divertimento ed un livello di energia creativa che si respirava in ogni reparto degli studios; e poi limpagabile sensazione di lavorare ad un progetto unico, di essere parte di un esperienza che mai prima si era realizzata in Italia.
Ora siamo pronti al debutto speriamo in un grosso successo di critica e di pubblico, ma la soddisfazione pi grande ci verr come al solito dal sorriso e dal pianto di una piccola spettatrice.

Iginio Straffi

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