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La perdita d'identità della cultura rom in "Il
Vangelo Secondo Maria” di Pietro Pasquetti


La perdita d'identità della cultura rom in
"Non è un film sui rom, ma sulla perdita di essi. In Maria rimangono i residui di un mondo che ormai è stato distrutto da una serie di fattori che vanno dal razzismo al raggiungimento dello status borghese". Così il regista di “Il Vangelo Secondo Maria”, Pietro Pasquetti, ha riassunto il senso di un film che mostra uno spaccato di Italia quasi invisibile.

La vicenda ruota attorno alla famiglia Levak, di fede evangelista, che con il tempo ha perso la sua vera identità. A guidare lo spettatore attraverso delle “rivelazioni” è la capofamiglia Maria, alla quale il documentario dà la possibilità di sfogarsi e di raccontare una serie di vicende che hanno caratterizzato il processo di trasformazione del concetto di famiglia e, questo processo rivelatorio ha spinto il regista e la sceneggiatrice Nina Negri, a scegliere un titolo simile. Totalmente assente è la voce dei figli, undici, molti dei quali per partecipare al progetto hanno chiesto alla produzione ingenti quantitativi di denaro.

16/11/2009, 13:16

Antonio Capellupo