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"Mala Tempora”: il Medioevo secondo Stefano Amadio


Stefano Amadio ha presentato ieri al Cinema Azzurro Scipioni di Roma il suo primo lungometraggio “Mala Tempora”; che narra le vicende, ambientate nelle montagne d’Abruzzo del 1270, dei membri di una famiglia che non si rendono conto dei rischi a cui vanno incontro a causa dal possedimento di un oggetto misterioso e incantatore in grado di determinare il loro destino. Le vicende si destreggiano in un mondo in cui la chiesa è alla base della vita dei protagonisti, che finiscono per venire praticamente misconosciuti da essa.
Il film nasce dall’interesse del cineasta per il fenomeno eremitico nel Medioevo. Secondo le dichiarazione dell’autore si tratta di un "western medioevale, un thriller-noir con molti omicidi ma senza sangue".

“Mala Tempora” è costato solo 50.000 euro, girato in HD e quasi interamente autoprodotto. I personaggi narrati sono realmente esistiti, le vicende che li uniscono invece sono frutto della fantasia. Le riprese sono durate tre settimane e sono state ambientate tra le montagne del Parco del Sirente e del Velino dove effettivamente si svolgono le vicende raccontate.
Il lungometraggio di Amadio è portato in immagini attraverso una ricostruzione storica asciutta ma credibile. Non la si può definire un’opera particolarmente appetibile nei confronti dello spettatore medio ma si rivela sicuramente un progetto rispettabile innanzitutto perché dichiara autonomamente la sua indipendenza e la sua natura di film d’essai. Tra gli attori è da segnalare la brava Maddaleni Maggi; gli altri interpreti vengono per lo più dal teatro.

“Mala Tempora”, coprodotto dalla Movie Factory di Francesco Paolo Montini, sarà visibile dal 30 Novembre al Colosseo Nuovo Cinema di Roma; poi sarà proiettato in numerosi paesi dell’Abruzzo che già lo hanno richiesto. Se gli incassi del film saranno buoni è prevista l’uscita del lungometraggio anche a Milano e a Catania.

29/11/2008, 11:35

Giovanni Galletta