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Note di regia del documentario "Hair India"


Note di regia del documentario
Il viaggio dei capelli è un curioso filo conduttore attraverso il quale viaggiare nelle contraddizioni dell’India di oggi, una potenza mondiale dove lo sviluppo dell’alta tecnologia e un’industriosità incessante stanno producendo ricchezza, benessere e non poche tensioni tra il vecchio ed il nuovo ordine. Un paese dove convivono sviluppo, tradizioni antiche e profonda spiritualità.
L’India di oggi racchiude in sé tutte le contraddizioni dei paesi “veramente” in via di sviluppo. Il paese della più grande democrazia del mondo è anche quello in cui il forte sviluppo sta lasciando indietro la stragrande parte della popolazione. In cui le possibilità e i diritti sono ancora dettati dalle caste d’appartenenza e nelle cui zone rurali i diritti delle donne sono costantemente negati.
La maggioranza della popolazione indiana vive con meno di un dollaro al giorno ma l’affitto di un appartamento a Bombay costa più di uno a New York. A Bombay si aprono ogni giorno nuovi wine bar e spaghetterie e si inaugurano gallerie d’arte e eleganti show room. L’India, il paese del boom informatico è l’unico al mondo dove i cervelli emigrati ritornano e trovano oggi migliori opportunità di lavoro che non in Europa o negli Stati Uniti. Questo è anche il paese dei call center e di una nuova e giovane forza lavoro, per la maggior parte femminile, che sta creando un mercato enorme per le multinazionali dei cosmetici. Il millenario culto della bellezza indiana si sta incontrando col mercato della “bellezza globale” che importa i modelli occidentali, ma anche che assorbe ed esporta in occidente i modelli della cultura indiana.
Il viaggio lungo 30.000 km di una ciocca di capelli e’ il modo per raccontare l’India di oggi e il suo rapporto con l’occidente. I personaggi del film sono i simboli sia del cambiamento che della tradizione del sub-continente indiano. La ciocca di capelli assume un valore diverso, ora spirituale, ora materiale a seconda delle persone con cui si relaziona.
Ognuno dei protagonisti del film-documentario attribuisce un valore simbolico diverso ai capelli: ognuno a suo modo li considera il mezzo per il raggiungimento di uno scopo fondamentale, il tramite per raggiungere il suo “credo”. Chi crede nella bellezza, chi nel successo, chi nella ricchezza, chi nella purezza. Ma come nelle contraddizioni della moderna India così all’interno degli stessi personaggi i ruoli non sono sempre così definibili e loro stessi sono la rappresentazione dei cambiamenti di un continente.

Raffaele Brunetti e Marco Leopardi