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Note dell'autore sul film "Ho Voglia di Te"


Federico Moccia, autore del libro omonimo, descrive il film "Ho Voglia di Te".


Note dell'autore sul film
"Step", Riccardo Scamarcio
“Tre Metri Sopra il Cielo” l’ho scritto nel 1991 e pubblicato dopo i tanti no a mie spese con una piccola casa editrice romana: il Ventaglio. La casa editrice però chiude dopo aver pubblicato altri due giovani autori. Così il mio sogno torna nel cassetto. Ma la voglia di scrivere è sempre tanta. Così nel 1996 scrivo per conto mio il seguito di “Tre Metri Sopra il Cielo”. 300 pagine. Un titolo diverso, e soprattutto la voglia di continuare, la voglia di raccontare ancora quella storia, la mia storia, quella che avevano letto in pochi e che alcuni a mia insaputa, si stavano passando in fotocopia. Ma soprattutto dare una risposta a quello che non sappiamo. Cosa accade dopo la prima delusione in amore? In realtà scrivere per me è sempre stata una ragione di analisi, uno sfogo, un divertimento e una passione, una sana riflessione del momento che sto vivendo. Così quelle nuove 300 pagine dal titolo "Come un Cielo al Tramonto” finiscono nel secondo cassetto. Non tento neanche di pubblicarlo. Ho iniziato da poco a lavorare in televisione e nel primo tentativo di pubblicare “Tre Metri Sopra il Cielo” ho speso molto, moltissimo, rispetto alle mie possibilità e non ho avuto neanche un piccolo rientro. Passa del tempo e dodici anni dopo delle fotocopie di “Tre Metri Sopra il Cielo” vengono trovate per caso in una piccola copisteria sulla Nomentana da Riccardo Tozzi che decide di farne un film. Su questo progetto tornano le case editrici di allora. Grazie alla Feltrinelli è il successo. Rimango stupito, senza parole. E’ un sogno che improvvisamente si realizza. Dodici anni dopo. Il libro viene pubblicato in diversi paesi del mondo. Dopo tutto questo tiro fuori quelle 300 pagine. Le rileggo, sorrido. Non sono state scritte con il giusto amore. Ero rimasto deluso dall’esperienza con la piccola casa editrice. Così lo riscrivo. Lo cambio. Mi diverto. Penso a tutti i fantastici commenti che ho ricevuto dai giovani d’oggi, alla loro commozione, alla loro passione nel riconoscersi nella mia storia, alle storie che ho sentito, alle scuole dove ho presentato il libro, ai loro sogni, alle loro lacrime e ai loro sorrisi. E così esce il nuovo libro. 416 pagine e un titolo. Quando non hai dubbi, quando dopo aver sofferto tanto per una storia d’amore trovi finalmente di nuovo il sorriso.
Ecco, in quel momento sei felice di dire: “Ho Voglia di Te”. E cerco di farlo nel modo migliore, riassaporando quello che mi è successo allora, ricordando, sorridendo e non perdendo di vista tutti i ragazzi che ho conosciuto e che mi hanno scritto e chiesto consiglio. Cosa è giusto dare loro? La favola o la bellezza e la difficoltà della vita, del dolore della fine dell’amore, il ricordo di ciò che è stato e la speranza di tornare di nuovo dove solo gli innamorati vivono: tre metri sopra il cielo? Scelgo la verità. Perché vorrei che il primo come il secondo fossero dei romanzi di compagnia, di amicizia e solitudine, lì dove a volte le parole di un amico non possono bastare può servire un libro. E’ più delicato nell’entrare nel tuo dolore, più educato nel non farti sentire in difficoltà. Tutti sbagliamo, tutti cadiamo. E a volte ci vergogniamo. Ma il sorriso nel rialzarsi... Ecco. Questo è “Ho Voglia di Te”.

Federico Moccia

11/03/2007