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Note di regia del film Quale Amore


Il regista Maurizio Sciarra descrive il suo film "Quale Amore"


Note di regia del film Quale Amore
Vanessa Incontrada protagonista del film Quale Amore
Dopo il road movie Alla Rivoluzione sulla Due Cavalli, giocoso, un po nostalgico viaggio negli anni 70 e nel mito dellamore e dellamicizia eterni che segnarono quegli anni, volevo fare un film che proseguisse il percorso fatto nei primi due, che indagasse lanimo umano, che fosse insieme un film sulla passione e sul vivere quotidiano di due persone che dividono la vita. Volevo indagare i rapporti di forza in una coppia, nel momento in cui lamore si trasforma in unarma per colpire laltro. Unarma che non sempre metaforica. Purtroppo, la cronaca piena di storie di ordinaria violenza dentro le mura domestiche. Storie che non sempre sono frutto di un raptus di follia.
Dimostrano invece sempre pi spesso la difficolt a rapportarsi con gli altri, a vivere la continua evoluzione che i rapporti umani comportano, ad adeguarsi ai mutamenti della propria e dellaltrui vita. Perch reinventare il proprio rapporto damore ogni giorno costa fatica. E non tutti sono pi disposti a investire tempo e sentimenti per rendere ogni giorno nuovo e diverso il rapporto con il proprio partner. In poche parole volevo raccontare leterno conflitto tra lamore passionale e lamore coniugale. In tutte le sue fasi classiche: dallincanto dellinnamoramento iniziale, ai primi tempi dorati della convivenza matrimoniale, fino allinsinuarsi delle piccole incrinature e delle mille incomprensioni nel menage quotidiano. E poi la discesa agli inferi: lodio si alterna e si intreccia allamore, provoca le liti furibonde su elementi di nessun significato, induce la sensazione di sentirsi in trappola, e insieme il desiderio di tornare alla libert perduta.
Avevo voglia di fare un film contemporaneo e stavo cercando un testo che mi permettesse di confrontarmi con la realt di oggi. Nella Sonata a Kreutzer di Tolstoj, un testo che da tempo avevo in mente di mettere in scena, ho ritrovato tutto quello che volevo raccontare. Con pochissime sostituzioni, la vicenda pu benissimo svolgersi ai nostri giorni: una sala daspetto di un aeroporto invece che linterminabile viaggio in treno, la Svizzera dellalta finanza internazionale invece della Russia della grande nobilt terriera La vicenda si fa immediatamente nostra. Chi non ha vissuto la noia di una fase di stanca nel proprio rapporto? Chi non guarda con terrore alla fine della passione travolgente? Un film sulla coppia, sul possesso, sul dominio che si instaura tra due persone, sulla sopraffazione tra un lui e una lei, resa ancora pi violenta dalla presenza di un sentimento che di solito associamo a tuttaltro: lamore.
Il film trova uno dei suoi protagonisti nella musica; in quella sonata di Beethoven per pianoforte e violino, n 9 in la maggiore, opera 47 Sonata a Kreutzer, cos evocativa da farla divenire filo conduttore del racconto di Tolstoj, e quindi del film. Un film quindi che rispetta la struttura musicale, adeguandosi alla tripartizione della Sonata, snodandosi lungo tre movimenti, tanti quanti quelli beethoveniani. E che in qualche modo li riproduce, elaborando visivamente le suggestioni che la Sonata d.
Un film racconto per immagini. E quindi la ricerca visiva parte fondante del racconto. Le locations, i costumi, i colori, la luce: grandi collaboratori, tutti pluripremiati, mi hanno sostenuto con le loro invenzioni. La cinematografia del film, allapparenza semplice e piana, questa volta molto complessa. Dover girare scene di concerti, dover prefigurare la durata delle scene musicali prima ancora di iniziare le riprese, implica grande attenzione, studi profondi da fare in fase di preparazione. Mi rendo conto adesso che un altro codice del film, oltre a quello noir, pure sfruttato a fondo, quello del musical
Ma il film trova la sua forza negli attori. Il gruppo dei protagonisti del film mette insieme due delle caratteristiche che personalmente ritengo indispensabili per fare un buon film: attori bravi, ma anche belli. Di una bellezza per sempre credibile, mai finta. I due protagonisti, mostrano in questo film un volto che fino ad ora non hanno mai concesso al pubblico, un lato oscuro e sofferto del proprio animo che gi dai provini sono riuscito ad intuire in loro. E poi il nutrito stuolo di comprimari, grandi e generosi attori, molti presi dal teatro. Un cast che mi onoro di aver diretto.
Ultima, non per importanza, la nota produttiva. Riuscire a girare un film occupandosi soltanto del proprio mestiere quello squisitamente creativo, concentrarsi su quelle scelte che soltanto il regista sa e pu fare, stato per me il pi grande regalo che una produzione e uno staff organizzativo di primordine mi ha concesso.

Maurizio Sciarra