Descrizione: Alda Merini, a un anno dalla morte, in un libro-verità scritto con chi l'ha portata la prima volta in tv, Paolo Taggi: "era prima di molte cose. Del suo infinito successo mediale, prima di tutto. La televisione non era ancora diventata il confessionale riconosciuto di segreti coltivati fino al momento di rivelarli, il capolinea delle storie vissute per poterle raccontare". La poetessa dei navigli si racconta in due momenti della propria "vita più bella della poesia": "la poesia è un paio di scarpette rosse. Spesso si balla sulle braci, sul fuoco. È così. È una condanna". Un libro-testamento per ascoltare la voce della Merini al di là delle apparizioni e dell'immagine inflazionata: "anch'io sono vittima del mio stesso mistero".
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