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I Viaggi di Robi

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Simone Pinchiorri  (03/04/2007 @ 21:37)
Droga, delinquenza, violenza: questo è tutto ciò che gira intorno a via Anelli a Padova, il principale centro di spaccio della droga italiano. Per questo il sindaco di centrosinistra della città veneta ha deciso di costruire un muro intorno alle sei palazzine piene zeppe di immigrati nell'omonima via, un muro che ha fatto scalpore e tanto discutere da quando è stato eretto. Questa è la tematica di fondo del bellissimo documentario "Stato di Paura - Scontro tra Civiltà" di Roberto Burchielli e Mauro Parissone. I due registi hanno girato tutto il video in presa diretta e poi hanno montato con maestria le sequenze più significative. Viene mostrata una realtà sociale violenta e piena di conflitti sociali. Da una parte vi è la popolazione locale sempre più impaurita e bisognosa di armarsi, che attua perfino ronde notturne, contro l'immigrato; dall'altra gli extracomunitari clandestini che vivono nell'illegalità e nella sporcizia. Colpiscono le parole delle persone: le frasi degli immigrati: "non siamo nati spacciatori, ma lo siamo diventati qua", "abbiamo passato un ramadam come i palestinesi con questo muro qua", "ormai non sappiamo più chi siamo", "non siamo diversi da voi, siamo come voi"; ma anche quello dei residenti italiani: "invece di stare al caldo con le nostre famiglie a vedere la televisione, la sera dobbiamo fare le ronde per il quartiere", "questa è la terra dei nostri padri e la difenderemo fino alla morte", "abbiamo degli incubi, bisogna solo trovare il modo di farceli passare" e "sono diversi da noi". Oltre alla descrizione della situazione di Padova, nel film vi sono spezzoni dell'arrivo e sbarco di gommoni, portati in salvo dalla marina italiana, a Lampedusa, denominata la "porta per l'Europa", di svariate centinaia di immigrati speranzosi di trovare fortuna nel nostro paese. Ed è proprio qui che si può notare una doppia faccia della medaglia. Allo sbarco questi immigrati clandestini sono aiutati dalle nostre forze dell'ordine, mentre dopo sono repressi e ricercati per i loro traffici illegali proprio da carabinieri e polizia, cioè da chi li aveva aiutati, nutriti e curati. E' la miseria e la mancanza d'integrazione che hanno portato queste persone a dove agire nell'illegalità. Molto significativo anche il passaggio dove vengono mostrati i due cortei di protesta: uno composto e contro l'immigrazione formato da skinheads e l'altro chiassoso e rissoso di no-global di sinistra a difesa degli occupanti di via Anelli e contro il "muro dell'odio", come loro lo definiscono. Sicuramente c'è molto carne al fuoco su cui riflettere: è un documentario che affronta molte tematiche sociali con cui la nostra società multietnica deve confrontarsi quotidianamente. Una cosa è certa, il cosidetto "scontro tra civiltà" sembra ancora non esistere, ma è sicuramente uno dei problemi nascenti che dovrà affrontare un'Europa liberale, democratica e permissivista in fatto di immigrazione, ma che ha anche alle spalle pericolosi focolai di lotta sociale come quelle delle "Banlieu" parigine, del "Londonistan" londinese e come quello di via Anelli a Padova...

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