Regia: Mariantonia Avati Anno di produzione: 2006 Durata: 94' Tipologia: lungometraggio Genere: commedia Paese: Italia Produzione: Matteo Cinematografica Formato di proiezione: 35mm, colore Vendite Estere: Adriana Chiesa Enterprises Altri titoli: Forget You Not
per promuovere questo film sul tuo blog, fai copia/incolla del codice "promuovi" e sul tuo blog apparirà il riquadro qui sotto con la locandina, il cast ed i link per l'approfondimento:
Sinossi: La storia si svolge a Roma, all’interno di un reparto di ostetricia, nei primi mesi del 1947. La guerra è finita da tre anni, ma in città sono ancora tangibili i drammatici segni della guerra e delle angherie che essa reca con se. La fame e le sofferenze ,patite negli anni del conflitto appaiono ineluttabilmente impresse nel carattere e sulle storie di dieci donne in attesa di partorire.
Nina, la protagonista, viene ricoverata in anticipo per via di alcune complicanze. La speciale solidarietà e il clima di reciproco supporto che si crea all’interno della camerata che la ospita, aiuterà ogni singola madre ad affrontare la propria personale vicenda. Nina scoprirà un mondo, fino a quel momento a lei sconosciuto, di difficoltà e privazioni, storie di abbandono e di tradimenti, ma anche di amore, passioni, solidarietà e tenerezza. E sarà proprio grazie al contatto con quelle donne e con le loro particolari vicende, ognuna unica ed universale, che Nina maturerà la consapevolezza e la forza per fronteggiare ciò che di grandioso e terrificante le sta accadendo.
Per non dimenticarti è il primo lungometraggio di Mariantonia Avati, figlia di Pupi, da cui molto ha ereditato. Nel cast, tanti volti famosi, soprattutto grazie a fiction e film per la tv: Anita Caprioli (Manuale d'amore e Cime tempestose); Ettore Bassi, l'eroe di Carabinieri; Lillo della coppia com... (continua)
L’intento di Mariantonia Avati, qui al suo debutto cinematografico, è quello di realizzare un corale femminile sull’Italia del dopoguerra. Sicuramente l’idea di ambientarlo in un reparto maternità e quindi di descrivere quelle che erano le speranze e le attese delle donne italiane nel dopoguerra è o... (continua)