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Sinossi: Sicilia. Inizi del Novecento. Una decisione cambierà la vita di una famiglia intera: lasciarsi il passato alle spalle e iniziare una vita nuova nel Nuovo Mondo.
Salvatore vende tutto: la casa, la terra, gli animali, per portare i figli e la vecchia madre dove ci sarà più lavoro e più pane per tutti.
Una sottile e allo stesso tempo fitta atmosfera di mistero avvolge l’intero viaggio. Dai riti prima della partenza, alle cure che Donna Fortunata, la madre di Salvatore, riserva agli abitanti del villaggio affetti da strane patologie, riconducibili ad arcane presenze e spiriti, che da sempre accompagnano la vita dei contadini siciliani.
Esseri viventi che convivono con le anime dei morti, non sempre soddisfatte delle decisioni dei vivi: perché abbandonare la propria terra, per andare a vivere in un posto che non appartiene, non è mai appartenuto e non apparterrà mai alla propria famiglia?
Salvatore vede e sente presenze inquietanti, ma non ha paura: fanno parte della sua vita di sempre, sono segni che lui sa leggere perfettamente.
Salvatore, è uno delle migliaia di emigranti italiani che misero in gioco tutto. Non è un eroe, è un uomo semplice, non va in cerca di grandi fortune, né di gloria, ma è guidato da una lucida consapevolezza che lo spinge ad affrontare il lungo e pericoloso viaggio attraverso l’oceano, per giungere a New York agli albori del XX secolo. Un lavoro e una casa per i suoi familiari sono il suo unico obiettivo.
Emanuele Crialese, alla sua terza prova come regista dopo "Once We Were Strangers" e "Respiro", ha scelto di raccontare un passato vicino alla realtà contemporanea: l'emigrazione. Il regista tratta l'argomento con delicatezza e realismo, mantenendosi originale rispetto a quanto già mostrato in passa... (continua)
Ho apprezzato in particolar modo la capacità del regista, tramite suoni, colori, fotografie, di fare calare lo spettatore dentro una storia, una realtà lontana, sconosciuta ai più ma ricca di significati socio-culturali. Un lento ma costante avvicinamento alle emozioni, alla sensibilità, ai pensie... (continua)
Un’immagine m’è rimasta, tra le tante, nella mente: quella di uno strappo, lo strappo di un “unico” composto da una folla di uomini e donne, che si lacera in due. Uno dei due lembi di quest’unico di terra umana vista dall’alto, s’allontana e prende il largo. Il film mi è piaciuto molto. L’originali... (continua)
La scena si apre in un sud povero e basato sul lavoro dei campi. Un uomo ed un ragazzo con una pietra in bocca che scalano un'arida montagna a piedi nudi per arrivare a chiedere un segnale divino, che gli deve dare la forza di partire o no per il "nuovomondo": l'America. Da qui parte la storia racco... (continua)