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Francesco Rosi in Piazza Grande a Locarno per "Uomini Contro"


Francesco Rosi in Piazza Grande a Locarno per "Uomini Contro"
Il direttore del Festival di Locarno Olivier Père ha annunciato che, alla proiezione in Piazza Grande del film restaurato “Uomini Contro”, sarà presente il regista Francesco Rosi, artefice e promotore di successo del cinema italiano nel mondo, che compirà 88 anni il prossimo Novembre.

Francesco Rosi è un precursore dei film-inchiesta e della narrazione storica ed è impressionante, rivedendo oggi le sue pellicole di oltre 40 anni fa, notare come è più che mai attuale la sua visione e le sue intuizioni.
Basti pensare ai film “Le mani sulla città” del 1963 che gli valse il Leone d’Oro a al Festival di Venezia, “I magliari” (1959) con uno strepitoso Alberto Sordi, “Salvatore Giuliano” (1962), “Il caso Mattei” (1971), “Lucky Luciano” (1973), il capolavoro “Cadaveri Eccellenti” (1976) fino alle ultime pellicole degli anni ’80 “Cronaca di una morte annunciata” (1987) con un cast eccezionale (Gian Maria Volontè, Ornella Muti, Ruper Everett, Anthony Delon e Lucia Bosè) e “Dimenticare Palermo” (1990).

"Uomini contro", di chiara impronta pacifista ed antiautoritaria, mostra la follia umana della guerra. Tra gli interpreti uno straordinario Gian Maria Volontè nella parte di un tenente disilluso che la guerra non possa e non debba essere l’unica soluzione ai conflitti sociali. Per questo definito quindi il ribelle disertore. E’ interessante notare che il film del 1970 non fosse per niente gradito all’opinione pubblica, immaginate il periodo storico tra guerra fredda, “mine vaganti” delle dittature asiatiche, ribellione di Cuba ecc.ecc. Il regista dichiarò alla luce di questo che "per Uomini Contro venni denunciato per vilipendio dell'esercito, ma sono stato assolto in istruttoria. Il film venne boicottato, per ammissione esplicita di chi lo fece: fu tolto dai cinema in cui passava con la scusa che arrivavano telefonate minatorie. Ebbe l'onore di essere oggetto dei comizi del generale De Lorenzo, abbondantemente riprodotti attraverso la televisione italiana, che a quell'epoca non si fece certo scrupolo di fare pubblicità a un film in questo modo".
Un’altra ennesima "anticipazione" di Rosi: oggi nel nostro vocabolario (con il ruolo focale dei media) la parola guerra è diventata “preventiva” e giustificata…

18/07/2010, 09:38

Luca Corbellini

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