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L'Uomo di Vetro




L'Uomo di Vetro

Uscita in sala: 15/06/2007

interpreti:
David Coco (Leonardo Vitale)
Tony Sperandeo (Zio Titta)
Anna Bonaiuto (Rosalia Vitale, Madre di Leonardo)
Ninni Bruschetta (Bruno Cantone)
Francesco Scianna (Salvatore)
Tony Palazzo (Angelo Saitta)
Elaine Bonsangue (Anna)
Ilenia Maccarrone (Maria Vitale)
Orazio Alba
Ermanno Amoroso
Fabrizio Anzalone
Ignazio Barcellona
Simona Carozzo
Fulvio Giovanni D’Angelo
Vittorio Di Paola
Lorenzo Falletti
Alessandro Ferrari
Giacinto Ferro
Gerlando Gramaglia
Ketty Governali
Enrico La Delfa
Giancarlo Kory
Antonino Marchese
Rosario Miano
Antonello Migliaccio (Rotolo, il Meccanico)
Gino Nicolosi
Santo Pennisi
Roberto Pistorio
Mario Re
Salvo Saitta
Franco Sciacca
Sergio Seminara
Francesco Stella
Aldo Toscano
Nuccio Vassallo
Antonino Verrillo
Valentino Villa
Enzo Vitagliano
Carlo Vitiello

soggetto:
Heidrun Schleef
Salvatore Parlagreco

sceneggiatura:
Heidrun Schleef
Salvatore Parlagreco
Stefano Incerti (Collaborazione)

musiche:
Andrea Guerra

montaggio:
Cecilia Zanuso

costumi:
Raffaella Fantasia
Mauro Passi

scenografia:
Renato Lori

fotografia:
Pasquale Mari

suono:
Massimo Simonetti

aiuto regista:
Lorenzo Molossi

produttore:
Mario Rossini
Regia: Stefano Incerti
Anno di produzione: 2006
Durata: 96'
Tipologia: lungometraggio
Genere: drammatico
Paese: Italia
Produzione: Rai Cinema, Red Film
Formato di proiezione: 35mm, colore
Ufficio Stampa: Viviana Ronzitti / 01 Ufficio Stampa
Vendite Estere: Beta Film GmbH
Altri titoli: L'Homme de Verre

URL:
Promuovi:  cos'è? 

Sinossi: E’ strano Leonardo Vitale. Si isola spesso. Ogni tanto balbetta. Ha paura del buio. Ha serie difficoltà a fare l’amore con Anna, la sua fidanzata. Viene arrestato la prima volta, il 17 agosto 1972, come sospettato autore del sequestro Cassina. Leonardo durante l'interrogatorio crolla, si mette persino a piangere. Continua a ripetere che lui non c'entra niente ed inizia a fare nomi e cognomi. Dopo 43 giorni di cella di isolamento viene rilasciato, ma tornato a casa è depresso, impaurito. Non vuole vedere nessuno e per venti giorni non spiccica una parola. Malgrado le cure di madre e sorella, Leonardo peggiora di giorno in giorno. Alterna la depressione alla paura. Sta sempre a spiare alla finestra e sussulta a ogni rumore. E’ convinto che stiano per venire a ucciderlo. Poche settimane dopo Vitale viene internato in una clinica psichiatrica.
Un anno dopo, il 30 marzo del '73, Leonardo insiste con il commissario di essere un assassino. Dice che ha ritrovato la fede in Dio e deve confessare per salvarsi l'anima. In una specie di delirio mistico, chiede persino un sacerdote e confessa che suo zio Titta, l'aveva abituato a uccidere, sottoponendolo a prove sempre più crudeli per farne un vero uomo, un uomo d'onore. Leonardo riempie ben 50 cartelle, raccontando fatti e misfatti della mafia negli ultimi decenni. Elenca i responsabili di centinaia di delitti, e tutti i nomi dei costruttori edili collusi con Cosa Nostra. Redige l'organigramma di tutte le cosche di Palermo, dai picciotti ai capi decina, dai capi mandamento ai capi regione, e persino le loro zone territoriali e le attività economiche. La polizia effettua una trentina di arresti, tra cui alcuni nomi eccellenti. Poi succede qualcosa di inaspettato. Vitale comincia a vacillare. In cella, brucia i suoi vestiti perché acquistati con soldi sporchi. Con un pezzo di vetro si incide una croce sul petto. In aula si presenta con un rosario in mano e comincia a dare spettacolo: lo vogliono pazzo, ebbene, lo sarà! Dice di non ricordare nulla, di non sapere nemmeno cosa sia la mafia. Gli psichiatri e il giudice sono sconcertati, sospettano che sia tutto una messa in scena. Non sanno che il giorno prima dell'udienza, la signora Rosalia è andata a trovare il figlio per comunicargli che il suo amatissimo cugino Totò è stato ammazzato. Per Leonardo comincia il calvario. Ora teme per la sorte della madre e della sorella. Ha persino paura di essere ucciso in carcere. Cade nuovamente in depressione e in stati di angoscia confusionale. Leonardo si sente solo, isolato e soprattutto incompreso. Solo Rosalia Vitale e pochi altri hanno capito che è proprio questo che "loro" vogliono. Non lo vogliono morto, perché la morte di Leonardo rafforzerebbe soltanto le sue accuse. Lo vogliono folle. Perché solo un folle può tradire la mafia, visto che per la legge non è attendibile. Per ben otto volte, Leonardo è sottoposto all’elettroshock. Ogni volta si sveglia più confuso e intontito. Zoppica, balbetta, è diventato irriconoscibile. All’ennesimo interrogatorio Leonardo ricomincia come una litania l’elenco di dichiarazioni cui nessuno sembra voler credere. Sul suo sorriso una scritta ci informa che dopo undici anni di manicomio criminale tornerà in libertà nel 1984.
Pochi mesi dopo viene freddato da un sicario con 5 colpi di pistola.

Ambientazione: Catania / Palermo

Periodo delle riprese: Le risprese del film sono durate 7 settimane tra Luglio ed Agosto 2006.

Con il sostegno di:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC)
Programma Media Unione Europea


Tratto dal libro:
L'Uomo di Vetro di Salvatore Parlagreco
anno di pubblicazione: 1998
editore: Bompiani Editore
collana: Saggi Tascabili
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Note:
"L'Uomo di Vetro" è tratto dal libro omonimo di Salvatore Parlagreco (Ed. Bompiani) e si ispira alla storia di Leonardo Vitale, il primo pentito di mafia che decise di rompere il muro di omertà che impediva alla magistratura di penetrare il sistema mafioso. Vitale pagò questa scelta con il carcere, il manicomio giudiziario e poi con la vita, dato che la mafia, una volta tornato in libertà non esitò ad assassinarlo.
Ma questo, spiega il regista Stefano Incerti, è anche un film sulla libertà di coscienza, sulla forza di andare contro tutti per affermare la propria libertà anche contro le proprie radici e gli affetti: è la lotta di un non-eroe, in parte vittima e in parte colpevole. Isolato dagli amici, dopo dodici anni vissuti tra il carcere e il manicomio giudiziario, sottoposto a numerosi elettroshock per dimostrare la sua follia, Leonardo Vitale fu ucciso nel 1984 dopo pochi mesi dalla sua scarcerazione.




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