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In un Altro Paese


Regia: Marco Turco
Anno di produzione: 2005
Durata: 92'
Tipologia: documentario
Genere: politico/sociale
Paese: Italia/Francia
Produzione: Doclab, Rai Tre; in collaborazione con France 2 Cinéma, Artline Films, BBC, YLE Teema, Sveriges Television, SBS TV Australia
Distributore: Fandango Distribuzione
Data di uscita: 10/02/2006
Formato di proiezione: DV Cam/Digi Beta Pal, colore
Titolo originale: In un Altro Paese
Altri titoli: Cosa Nostra - Excellent Cadavers - Dans un Autre Pays

Sinossi: "In un altro paese" è un documentario che esamina il rapporto fra la mafia siciliana e lo Stato italiano negli anni della prima repubblica. Il film è incentrato sulla storia del maxi-processo di Palermo e dei due magistrati che lo hanno reso possibile, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E’ la storia di una clamorosa vittoria nella lotta contro la mafia, la storia del più grande processo anti-mafia mai celebrato.
Ma è anche la storia di una lenta, inesorabile morte. "In un altro paese", racconta Alexander Stille, "gli artefici di una tale vittoria sarebbero stati considerati un patrimonio nazionale. Dopo aver vinto la prima battaglia a Palermo, ci si sarebbe aspettato che Falcone e i suoi colleghi fossero messi nelle condizioni di vincere la guerra. Invece in Italia avvenne proprio il contrario".
La novità dell’approccio del documentario è nei punti di vista coinvolti. Narrata da Alexander Stille, noto giornalista e scrittore statunitense, che ripercorre i luoghi degli avvenimenti di quegli anni, la storia è rivissuta in prima persona dai magistrati direttamente coinvolti a fianco di Borsellino e Falcone: i giudici istruttori del primo pool anti-mafia Leonardo Guarnotta e Giuseppe Di Lello; il pm al maxiprocesso, Giuseppe Ayala; i loro colleghi più giovani, Ignazio De Francisci e Antonio Ingroia; e da amici come il magistrato Francesco Lo Voi, il giornalista Francesco La Licata. Ad accompagnare Stille nel suo percorso è la fotografa palermitana Letizia Battaglia, le cui impressionanti immagini dei principali delitti di mafia giocano un ruolo chiave nel film.
A più di dieci anni dall’uccisione dei due grandi magistrati, il racconto di Stille traccia un quadro inquietante della connivenza tra mafia e politica le cui ombre si estendono fino all’oggi. "La mafia è una componente organica del sistema di potere italiano" dice Ayala; mentre Di Lello sostiene che "I rapporti tra mafia e politica sono tornati ad essere sempre più palesi... senza che succeda niente"; De Francisci si interroga amaramente alla luce della situazione attuale, sul senso del sacrificio di Falcone e Borsellino.
Nella visione di Stille la Sicilia è il palcoscenico di una sanguinosa Guerra civile combattuta da un lato dalla Mafia, dall’altro da centinaia di siciliani coraggiosi. In sostanza il film mostra, traendo spunto da atti processuali e da testimonianze, come figure chiave dei governi e delle amministrazioni italiane abbiano rafforzato la Mafia, lasciando uomini come Falcone e Borsellino e numerosi loro collaboratori fatalmente isolati.

"In un Altro Paese" è stato sostenuto da:
Programma Media Unione Europea
Città di Palermo Film Commission


Libro sul film "In un Altro Paese":
"Excellent Cadavers, The Mafia and the Death of the First Italian Republic"
di Alexander Stille, 480 pp, Vintage, collana Paperback, 1996
Libro in lingua inglese
prezzo di copertina: 15,00


Libro sul film "In un Altro Paese":
"In Nome della Legge - La Giustizia nel Cinema Italiano"
di Guido Vitiello, 177 pp, collana Cinema, 2013
Enzo Tortora suggerì per scherzo di proibire, in Italia, i telefilm di Perry Mason, perché lo spettatore rischiava di farsi un'idea del tutto irreale della giustizia. La battuta coglieva un aspetto decisivo: il processo americano si presta assai meglio del nostro alla messinscena cinematografica, tanto da aver dato vita a generi giudiziari come il courtroom drama e il legal thriller. E in Italia? Che caratteristiche ha il nostro cinema giudiziario? In che modo ha fatto i conti con le evoluzioni del rito processuale, della figura pubblica del magistrato, dei rapporti tra giustizia e società? Com'è cambiata la rappresentazione del mondo della legge e dei suoi protagonisti - giudici, avvocati, imputati? A vent'anni da Mani Pulite, il libro tenta di rispondere a queste domande. I saggi qui raccolti indagano generi e stagioni del nostro cinema (la commedia, il cinema politico, il poliziottesco), autori cruciali come Damiano Damiani, eroi del nostro immaginario come il giudice antimafia, senza trascurare la fiction televisiva, i formati giornalistici di spettacolarizzazione della cronaca nera, le metamorfosi della letteratura giudiziaria.
prezzo di copertina: 16,00

Acquistalo su € 12.75



Libri correlati:
"Nella terra degli infedeli. Mafia e politica"
di Alexander Stille, 534 pp, Garzanti Libri, collana Saggi, 2007
Mafia e politica: è questo il tema dell'inchiesta di Alexander Stille, che, partendo dalle stragi che hanno ucciso Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e le loro scorte, ricostruisce più di trent'anni della storia di Cosa Nostra. Perché le vicende italiane sembrano ripetersi, in modo familiare e deprimente: i delitti del crimine organizzato, che pare controllare diverse regioni italiane; le deplorazioni dei politici e le promesse d'intervento; le manifestazioni popolari e l'impegno dei giovani e della società civile; le denunce e gli scandali; poi le indagini e gli arresti, grazie a investigatori e magistrati abili e coraggiosi. Ma poi l'attenzione dell'opinione pubblica si allenta, si riannodano i legami tra la criminalità e la classe dirigente, e le mafie riprendono il controllo del territorio. Fino alla prossima strage, alla prossima indignazione, al prossimo giro di vite. Se la mafia non è invincibile, e come tutte le faccende umane ha avuto un inizio e dunque avrà una fine, quali sono le strategie più adatte per sconfiggerla? Al termine della sua analisi degli ultimi anni, dal quinquennio del governo Berlusconi all'indulto approvato dal governo Prodi nel 2006, Stille conclude così la prefazione alla nuova edizione: "Se pensiamo a dieci o dodici anni fa, è difficile vedere un progresso, ma rispetto alla Sicilia di prima di Falcone e Borsellino ciò è evidente: lento, ottenuto a caro prezzo tra lacrime e sangue, ma innegabile"'.
prezzo di copertina: 16,60


Note:
La storia della Mafia e della costituzione dello stato italiano cominciano insieme, a metà dell’800, ma il film si concentra sugli anni ‘80 e i primi anni ’90 del secolo scorso. Questi sono stati gli anni in cui Falcone e Borsellino hanno tratto vantaggio dalle lotte intestine alla Mafia per portare dalla parte dello Stato numerosi mafiosi, rivelatisi poi preziosi testimoni circa la reale struttura di Mafia.
In quegli stessi anni, anche grazie al lavoro dei due magistrati che istruirono il primo vero processo contro i vertici della Mafia, Palermo assistette alla costruzione dell’enorme aula bunker, una corte gigante e di massima sicurezza in grado di contenere contemporaneamente centinaia di imputati.
Essi dimostrarono che la Mafia non è un fenomeno antropologico, un sottoprodotto siciliano, ma un’organizzazione ramificata anche nei settori dell’amministrazione pubblica, oltre che nell’economia, composta da persone ben identificabili che potevano essere processate e messe fuori gioco.
La Mafia reagì violentemente: in 10 anni ci furono più di 50 cadaveri eccellenti, il termine utilizzato dalla polizia nelle comunicazioni radio per indicare l’uccisione di un giudice, un politico o un poliziotto. Un gran numero di collaboratori, particolarmente capaci, dei due magistrati vennero assassinati.
Centinaia di Mafiosi finirono all’ergastolo o comunque in carcere per lunghi anni. La conferma definitiva delle sentenze in cassazione nel gennaio del 1992, segnò la rottura di un equilibrio politico. La reazione fu immediata: la Mafia uccise prima Salvo Lima, luogotenente in Sicilia della corrente andreottiana della DC, e poco dopo Falcone e Borsellino.
Dopo le stragi, il governo italiano non poté fare a meno di assumere precise e drastiche misure antimafia. Le stesse invocate dai magistrati in anni di lotte.
La collusione tra settori dello Stato e la Mafia ha contribuito alla dissoluzione della Prima Repubblica. Ma questo non ha impedito che oggi la Mafia sia in grado di controllare buona parte degli appalti pubblici e di estorcere il "pizzo" dall’80% degli imprenditori siciliani.
Nell’idea di Stille ciò è stato reso possibile da una rinnovata "disattenzione" dello Stato italiano nei confronti dell’universo Mafioso.
L’intervista di Marcelle Padovani a Giovanni Falcone è tratta da La Solitudine del Giudice Falcone realizzato da Claude Goretta e Marcelle Padovani e prodotto da Les productions JMH, RTSR, Aura Film, Les Films du Phare (1988).
L’estratto del film I Giudici di Ricky Tognazzi per gentile concessione di HBO e Tidewater Entertainment.

Sviluppato e distribuito con la partecipazione del Centre National de la Cinématographie, di PROCIREP e ANGOA-AGICOA.


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