I viaggi di Roby

Il Vento Fa il Suo Giro


Regia: Giorgio Diritti (opera prima)
Anno di produzione: 2005
Durata: 110'
Tipologia: lungometraggio
Genere: commedia
Paese: Italia/Francia
Produzione: Aranciafilm, Imago Orbis
Distributore: Arancia Film
Data di uscita: 04/05/2007
Formato di ripresa: DV
Formato di proiezione: 35mm, colore
Ufficio Stampa: Michela Giorgini
Vendite Estere: Intramovies
Titolo originale: Il Vento Fa il Suo Giro
Altri titoli: The Wind Blows Round - L'Aura Fai son Vir - Der Wind hat Sich Gedreht - Vítr Vane, Kudy Chce - Sve Se Vraca - Rüzgar Turunu Stıyor

Recensioni di :
- L'UOMO FA IL SUO GIRO - Condividere un Progetto

Sinossi: Nel contesto montano delle Alpi occitane italiane, Chersogno é un piccolo villaggio la cui sopravvivenza é legata ad alcune persone anziane ed a un fugace turismo estivo.
In questa piccola comunità arriva un pastore francese, accompagnato dalla sua giovane famiglia, le sue capre e la sua piccola attività da imprenditore formaggiaio.
Ben accolto, se pur non a braccia aperte, il suo arrivo diventa la dimostrazione di una possibile rinascita del paese. Ma, un po’ alla volta, le condizioni di vita divengono sempre più difficili, tra incomprensioni, rigidezze e un pizzico di invidia.
Alcuni tra gli abitanti iniziano a sentire troppo ingombrante questa nuova presenza, ed una serie di vicissitudini portano il paese a dividersi in due.

Sito Web: http://www.ilventofailsuogiro.com

Ambientazione: Chersogno (CN) / Val Maira (CN) / Torino

"Il Vento Fa il Suo Giro" è stato sostenuto da:
Ministero dell'Interno (Area Minoranze Linguistiche)
Regione Piemonte
Provincia di Cuneo
Comune di Torino
Città di Cuneo
Comunità Montana Valle Maira


Note:
"il Vento fa il suo Giro" è un progetto sperimentale girato con tecnologia digitale. Senza aver goduto di finanziamenti statali infatti è in lavorazione grazie ad una particolare formula produttiva: le persone della troupe e gli attori principali entrano in coproduzione garantendosi con il lavoro una quota del film. Questo è stato possibile grazie all'adesione ad un progetto che esce dagli schemi tradizionali del cinema italiano, facendo propria una scelta che crede ancora all'importanza di raccontare storie autentiche. Gli abitanti delle valli, oltre a ricoprire pressoché tutti i ruoli comprimari, hanno sostenuto e reso possibile il film mettendo a disposizione mezzi, animali, oggetti di scena ed ambienti dove effettuare le riprese. Sperimentale e innovativo è poi l'uso delle lingue dei personaggi: il francese per la famiglia Héraud, l'occitano per i valligiani e l'italiano per gli abitanti del fondo valle. L'intenzione di utilizzare i sottotitoli, mantenendo inalterato l'uso delle lingue senza ricorrere al doppiaggio, non falsa la narrazione e non appiattisce il film su standard preconfezionati. Allo stesso tempo condivide e supporta recenti studi sull'intercomprensione linguistica nell'ambito delle lingue romanze.
Il titolo del film deriva da un detto della gente di Chersogno e significa che prima o poi tutte le cose che se ne sono andate dovranno tornare.


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